Pelajes: castaño

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(ph) Laurent Larrieu - castano de El Retamar

Pelajes è una serie di articoli che dedichiamo all’esplorazione dell’articolato tema della colorazione dei tori da corrida: nell’immaginario comune il toro da combattimento è risolutamente nero, ma il campo bravo è ricco di una varietà sorprendente di manti, li scopriremo uno alla volta.

CASTAÑO

Chi frequenta le arene può facilmente incappare in tori che hanno il manto del colore del pericarpo della castagna, effetto cromatico ottenuto dalla miscela di peli rossi e neri e a volte anche tostati. Meraviglie della natura, ricorre in queste bestie una sorprendente regolarità nella distribuzione del crine: così, i peli rossi occupano generalmente la fronte e l’area nasale e soprattutto il dorso, i lombi, il costato; nere sono invece le regioni laterali alla testa, il garrese, il gozzo, la parte inferiore del corpo.

In funzione del rapporto di distribuzione e intensità tra peli rossi e neri, la famiglia del toro castaño si suddivide tra castano scuro, castano chiaro e castano ordinario propriamente detto. A uno spettatore disattento il castaño può confondersi con il colorado, ma quest’ultimo non avrà mai peli neri frammischiati a quelli rossi, caratteristica invece identificativa del toro castano.

Questo manto  – che ricopre poco più di tre tori su cento – è presente in molti encastes e numerosi allevamenti, dai navarresi ai tori di casta vazqueña o cabrera o vistahermosa. Si trovano castani tra i Miura, i Prieto de la Cal, i Cuadri, i Concha y Sierra e moltissimi altri ancora.

 

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La corrida di Cuadri a Madrid, il 2 giugno del 2011, fu sensazionale. Iván Fandiño fu a due passi dall’aprire la porta grande, El Fundi venne umiliato dai suoi due, e di quel lotto eccezionale faceva parte anche Aviador. 585 kg, castaño, uscito in terza posizione, prima realizzò uno spettacolare tercio de varas sollevando in due diverse entrate il cavallo, le reni a spingere e i coglioni letteralmente a terra, poi malmenò Alberto Aguilar in una faena dai toni drammatici.

 

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(per approfondimenti è possibile consultare Adolfo Rodriguez Montesinos, Pelajes y encornaduras del toro de lidia, Ibercaja, 1994; José Luis Prieto Garrido, Guía de campo del toro de lidia – Pintas, particularidades y encornaduras, Almuzara, 2013; Tomàs Mata, Cuaderno de campo del toro bravo, Div. Prov. de Ciudad Real, 2006)

 

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