No, no, no

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(ph) Ronda

…you don’t love and i know now, ve la ricordate Dawn Penn e quel suo pezzo in levare, la battuta lenta e giusta, sensuale.
No, no, no, you don’t love as i know now, cantava.

No, no, no, gridava un tipo dagli spalti del tendido 7 qualche domenica fa a Madrid, e lo gridava proprio, a pieni polmoni, direttivo e allarmato a un tempo.
Non per un amore finito, certo, ma per una suerte che era contraria e doveva essere invece naturale.
Esatto, per una suerte, e per quella suprema per inciso.

Hai voglia a leggere pagine e pagine, libri e libri, a studiare la posizione naturale e quella contraria, a cercare di capire, mimare, provare: ti basta sederti una volta in mezzo a qualche buon aficionado, e nel 7 come ogni cristiano sa c’è zeppo, avere l’orecchio pronto, ed è meglio di un corso accelerato.

Cristian Escribano stava per entrare a uccidere, secondo noviglio del pomeriggio.
Dà al toro l’uscita verso le assi.
Contraria.
Dalla gradinata un signore, la voce cavernosa e autoritaria, grida secco tre no imperiosi che rimbombano in tutta l’arena.
Escribano esita, cerca conforto nel callejon, poi con qualche colpo di muleta fa girare Estudioso di centottanta gradi.
Naturale.
Uscita verso il centro.
Arma la spada, punta, spara: ma prende l’osso.
Pinchazo.
Questo convince il ragazzo della bontà delle sue idee originarie: Estudioso viene fatto girare ancora, fianco sinistro lungo la staccionata.
Contraria.
No, no, no, tuona ancora quel signore.
No! questa volta aggiunge un quarto, imperativo, segnale di contrarietà.
Escribano non lo ascolta, incrocia con la sinistra, entra con la destra.
Cornata di 15 centimetri nella coscia, traiettoria ascendente che interessa la pelle e il tessuto subcutaneo: pronostico, fortunatamente, lieve.

‘Cause you left me
Baby
And i got no place to go now

 

(originariamente pubblicato su Allecinquedellasera)

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