E infine la disinformazione sbarca sui social

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In tema di tori la disinformazione giornalistica in Italia, si sa, è prassi (quasi) universalmente praticata e accettata senza alcuno slancio critico: il recente caso del racconto distorto dell’indulto pasquale ad Arles non è altro che l’ultimo e sconfortante esempio. La spregevole costruzione di fake news e l’orrorifica e virale loro diffusione non risparmia nemmeno i fatti dell’arena, con buona pace di ogni elementare principio non già nemmeno di deontologia professionale ma anche solo di banale dignità umana. E come se già non bastasse, gli strumenti social aggiungono possibilità infinite e di certo orgasmiche a chi cerca i click facili e le discussioni al calor bianco a generare grandi visualizzazioni: Facebook è il luogo privilegiato per scatenare le pulsioni più viscerali e per troppo tempo confinate al misero orizzonte del bar sotto casa, la tastiera illude suggerendo anonimato e distanza e offre la possibilità di una potenza di fuoco inebriante oltre che di una platea senza limiti. Ecco dunque che le testate nostrane, che già avevano preso una notizia di per sé poco rilevante e l’avevano masticata e risputata ghiotta (corno nel culo, toro vittorioso), hanno approfittato delle magiche potenzialità del giocattolino di Zuckerberg dando in pasto la loro grassa bufala all’orda di sciacalli che popola quelle terre. Tombola, e il cerchio si chiude: sulle pagine Facebook del Corriere della Sera e del Fatto Quotidiano, per esempio, si contano ad oggi numerose centinaia di commenti letteralmente incredibili e vomitevoli, segnati irrimediabilmente da ignoranza e furia, pubblicati da chi non solo dei temi taurini non ha la minima frequentazione ma che anche sfoga frustrazioni represse eruttando sentenze fatte di una materia putrida e maleodorante. Permettendo però a chi, mosca bianca, conserva qualche briciolo di intelligenza critica o di equilibrio neuronale di verificare fino a che punto gli effetti nefasti della disinformazione possono toccare livelli che dovrebbero preoccupare davvero un’intera società.

E’ bene perciò riportare qui alcuni di quei commenti, per testimonianza e monito, e per chiudere un ideale trittico di articoli sulla disinformazione e sui suoi meccanismi ed effetti. Non è nostra intenzione suscitare alcuna caccia alle streghe o esporre alla gogna nessuno e dunque, per quanto quegli interventi siano visibili da chiunque su pagine Facebook accessibili a chiunque (in questo caso quelle delle due testate citate sopra), non indicheremo il nome completo degli autori. Li inanelliamo alla rinfusa, mischiando quelli che derivano dalle voragini dell’ignoranza a quelli direttamente figli della disinformazione, alternando quelli che suggeriscono spaventosa violenza a quelli infine che abbandonano ogni residuo di umanesimo. Buona lettura.

Faccio il tifo per il toro (Gianna V.). E poi il toro è solo, gli “umani” sono una ventina.
È come se due squadre di calcio si sfidassero e ai giocatori di una di e sse venissero date dalle bastonate nelle ginocchia prima di iniziare, e a quelli dell’altra giocassero in trentatré invece di 11. Valore di entrambi???? (Giancarlo C.). Speriamo rimanga paralizzato (Corrado M.). Se qualcuno dovesse pensare che mi dispiace per il torero, si sbaglia di grosso. Tifo per il toro che comunque, purtroppo, verrà ucciso (Christi N.). Benissimo, un altro toro che si è vendicato. Sarà sempre tardi quando vieteranno le corride. E questi sono anche francesi!! (Silvana G.). Bel modo di tutelare una razza per preservarla dall’estinzione, allevarli per poi ucciderli e prima ancora torturarli. L’unica estinzione che auspico è quella dei toreri e di tutti gli imbecilli che frequentano le corride (Roberto C.). Ma vai a spaccare le pietre sotto il sole, idiota sadico (Giorgia T.). Se lo avesse sventrato non è che ci avrei pianto molto (Alessandro F.). Ha vinto il toro…regole dello spettacolo… pensavo che questa sciocchezza ci fosse solo in Spagna… (Roberto S.). Spero abbia finito per sempre di svolgere il suo compito di ballerino, vigliacco e torturatore!!!! (Serena R.). Che bello ,spero tanto che muoia soffrendo come fanno centinaia di tori … W I TORI … (Marco T.). È andata fin troppo bene a quel cancro di torero. Dalla parte del toro sempre. Basta con queste manifestazioni da trogloditi e ritardati (Valentina M.). Quando vedrò un uomo infilzato da un toro in una corrida organizzata da tori nella quale lui vi è stato portato a forza e in catene allora potrò provare pietà per lui… Fino ad allora non posso che gioirne (Gian M.). Vorrei vedere a parti invertite, cioè col torero coi cogxxxni legati e stretti al collo inseguire il Toro che lasci la tranquillo per l’arena! (Francesco M.). E cmq tanto per dirne una, c’è un piccolo particolare: il toro non può scegliere. La corrida, presentata come arte, è lo spettacolo più aberrante che la sottocultura umana abbia mai partorito. Dobbiamo fare ancora tanta strada prima di diventare civili. Divertirsi assistendo ad uno spettacolo straziante e difenderlo pure in nome di non so quali pseudo valori è a mio avviso da psicopatici e meriterebbe un tso (Fabrizio M.). Torero francese un ossimoro (Giuseppe M.). Premetto di essere onnivoro ed in particolare mi piace tutto quello che prima camminava,nuotava o aveva una famiglia,ma la corrida la trovo oscena,un atto vile e tifo e tifero’ sempre per il toro…..Aca toro! (Filippo P.). Hobby da sadici imbecilli non è certo uno sport! (Angelo L.). Come si chiama sport? Bisogna smetterla e vietarle le corride. Volete dimostrare che siete coraggiosi? Fatelo con i leoni ma liberi (Marco Luigi R.). Che cosa c’è di tanto divertente nel veder torturare un animale? (Donatella D.)
Sono contento. speriamo diventi impotente (Luciano S.). Risparmiato per la sua nobiltà … non credo che un toro abbia una cosi profonda nobiltà d’animo da risparmiare un uomo con un’arma (Arianna B.)

Migliaia di antichi romani amavano vedere uomini che combattevano tra loro fino alla morte per il divertimento della folla. Era una antica tradizione anche quella, il valore dei guerrieri etc. A un certo punto, vivaddio, ce ne siamo liberati. Non vedo l’ora che succeda anche con la corrida. (Alberto V.)

 

È morto? Speriamo…. (Cristina C.)

 

(nella foto, presa dalla sua pagina web, Andy Younes festeggia felice il trionfo con la cuadrilla a fine corrida. Nonostante per il Fatto Quotidiano fosse stato “incornato nel posteriore” e per il Corriere fosse stato “trasportato in ospedale”)

 
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Luigi Ronda
Luigi Ronda (Piacenza, 1973) è cooperatore, oltre che aficionado. Ad Arles pioveva e César Rincon infilò la spada in Pitillito di Cortés. Cominciò così, nel 2005.

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